LARGO AL TRATTURO

4. CONCLUSIONI



In questa pubblicazione si è parlato spesso di leggibilità. Con questo termine si è voluto evidenziare un aspetto del paesaggio che differisce con la natura e spesso sfugge a molti.

 

La leggibilità del paesaggio è infatti la condizione naturale di un ordine naturale che, anche se casuale, non ci provoca delle preoccupazioni; secondo W. Hellpach infatti possiamo trovare nel paesaggio frammenti spaziali dell’ordine strutturale che governa il mondo, leggere il paesaggio è “quindi conoscere, organizzare saperi su un paese, su una regione”, come dice Scaramellini nel libro su Paesaggio e Silenzio di Turri (19) .

 

Secondo il  parere di un altro studioso, M. Jacob, parlare del paesaggio significa raccontare la sua trasformazione e la sua posizione determinata rispetto ad un’architettura, in quanto “l’architettura è il limite di spazio di un paesaggio, la natura è il paesaggio allo stato puro, non artificiale. L’uomo classifica e cataloga (= attraverso ragione) sulla rete (griglia, grid) e sulla topografia (topografia)“.

 

Il muro in questo senso è un segno del paesaggio umano chiaro e leggibile, usato come elemento separatore quando viene usato come strumento di divisione, delimitazione e di contenzione. La sua funzione è quindi strutturale, mentre il concept della leggibilità del muro è esattamente il contrario, vederne i limiti oltre, lungo il tratturo.

 

La necessità sistematica di realizzare continuità rende i tratturi dei luoghi di fruizione temporanea della memoria, banali quanto  necessari sopratutto quando l’uso abitativo o industriale dei suoli ne hanno compromesso l’integritá terrtitoriale.

 

L’architettura è, dopo tutto, un sistema che ha espresso in qualsiasi momento la creazione spazi chiusi, cosí come i tratturi sono costituiti da segmenti limitati da punti.  Il luogo tratturo è fondamentale per capire il contesto, valorizzando le geometrie del paesaggio rurale, riutilizzando anche elementi prefabbricati o riciclati che possano integrarsi con la rete di strade statali e provinciali del paesaggio murgiano e nord barese tipo “Object trouvè” alla Le Corbusier.

 

Alois Riegl, storico dell’arte viennese del 900, ha notato come architettura e arte si differenzino proprio per la loro utilità (20); forse un tipo di architettura piú mimetica nella natura e dei suoi colori renderebbe questo vincolo ancora piú stretto. 

 

aggiunto che riduce di un altro po’ la parte di vita chiamata libera, di riposo .... Bisogna passare dalla circolazione come supplemento di lavoro alla circolazione come piacere”(22). 

 

Per definire gli interventi possibili sui tratturi sarebbe giusto fare una serie di considerazioni sul rapporto che hanno tali strutture armentizie sul territorio di Andria Barletta Trani, definendo innanzitutto gli interventi necessari per recuperare un tratturo sono strettamente dipendenti dall’obiettivo che si persegue, a seconda che si voglia conservarlo come testimonianza storica o riconvertirlo di uso. Occorre perció realizzare in ambito extra urbano:

 

 

                  •un miglior utilizzo delle risorse delle aree intorno al tratturo, evitando di lasciare alcune zone abbandonate.

                  •rimozione delle ambiguità circa la destinazione delle aree ritenute idonee alla pastorizia o alla mobilitá dolce.

                  •miglioramento delle infrastrutture esistenti e creazione di parcheggi di scambio mezzi privati/mezzi pubblici.

                  •sviluppare le potenzialità produttive della zona e avviare la produzione di beni “transumanti”.

                  •studiare dei piani di controllo del rischio e di sistemi di riduzione dei conflitti (pastorizia, industria, agricoltura).

                  •provvedere a servizi finanziari quali credito per le attivitá emergenti, in forme adatte anche alla vita nomade.

                  •provvedere a servizi di base quali istruzione e sanità, anche con l’ausilio di strutture mobili oltre che stanziali

                  •sviluppare progetti di tursmo sostenibile allargati, con basso impatto ambientale e vantaggi 

                •sviluppare l’economia sia nell’ambito rurale che nella protezione dell’ambiente naturale e delle sue caratteristiche.                                                 

Se pensiamo ad alternative progettuali per proporre dei interventi che favoriscano l’integrazione tra il percorso del tratturo nel contesto urbano e lo spazio edificato, è necessario prevedere strutture dalle caratteristiche topografiche idonee nel contesto attuale che riducano l’impatto visivo con il territorio circostante, garantendo contemporaneamente una permeabilità sia visuale che fisica, realizzando coni di vista liberi e percorsi utilizzabili per la mobilità lenta separata da quella di scorrimento.

 

Strutturare bene poi l’area di sedime del tratturo urbano attraverso un parco riqualificato che stabilisca un rapporto sinergico con i lati potrebbe consentire finalmente la realizzazione di strutture pubbliche o comunque di interesse pubblico anche di piccole dimensioni ( plessi scolastici, asili, scuole, ospedali,  uffici amministrativi, musei, biblioteche, piscine, ecc.) dando priorità alla ristrutturazione di edifici pubblici esistenti e possibilmente integrandoli ad una sufficiente zona pedonale col minimo impiego di inerti fuori sede.

 

La via alberata, tipo boulevard, con percorsi, piazze in punti nodali dell’edificato, potrebbe essere parte di questo grane parco lineare che comunica naturalmente col sistema del verde, con gli arredi urbani, ridefinendo la strutturra viaria del tratturo urbano.

 

Qualora poi anche gli edifici residenziali , commerciali o comunque privati ai limiti del tratturo entrassero a far parte del progetto di riqualificazione si potrebbe pensare un sistema per l’illuminazione pubblica adatto che riduca l’inquinamento luminico e  sfruttando un miglior uso delle canalizzazioni idriche, la riduzione della corrivazione delle acque meteoriche verso valle potrebbe portare ad un loro parziale riutilizzo in cisterne per favorire sistemi di riduzione dei consumi nelle cittá.

 

I nuovi edifici poi andrebbero sottoposti a criteri di omogeneità e sostenibilitá energetica ed ambientale, cercando di conservare il tipo di colorazione originale con impatto minore. Resi uniformi gli elementi ed i materiali secondo le scelte progettuali conformi, gli edifici potranno essere realizzati con techiche sia tradizionali che innovative.

 

Le pavimentazioni nuove andranno quindi criticamente studiate e progettate per porre in evidenza le storiche (chianche, altri tipi di pavimenti lapidei)  senza danneggiarne comunque  l’immagine caratteristica;  le edicole votive, i muretti e le altre presistenze andrebbero ovvviamente inclusi in questo tipo di recupero delle vie di transito tradizionali di ciascuna cittá, realizzando un paesaggio armonico e ricco di suggestioni.

 

 

(19)  Turri, E., Il paesaggio ed il silenzio, Marsilio editore, 2004, Venezia. Per lo storico Wölfflin lo spazio architettonico è in primo luogo in relazione diretta alla pittura di uno spazio architettonico interni, piuttosto che con lo stesso spazio architettonico.  “Per decidere sulla forma del recinto, il modo per il rifugio, la situazione dell’altare e i suoi accessori, egli [uomo primitivo] ha trasformato istintivamente agli assi del retto, la piazza, il círculo… non è è forse vero che la maggior parte dei architetti ora hanno dimenticato che la grande architettura è radicato nella stessi inizi dell’umanità ed è una funzione diretta dell’istinto umano ? ”  Le Corbusier, Verso un’Architettura, Edizioni Longanesi, Milano, 2002, p. 68.

(20) Riegl, A.,  El culto moderno de los monumentos, su carácter y sus orígenes;  Aurora Arjones Fernández. 2007, Junta de Andalucía; Consejería de Cultura, Sevilla.

(22) Debord, G., Internacionelle Situacioniste (1958-1969), Paris, pag. 105.