2.3 LEGGIBILITÀ NEL PAESAGGIO RURALE

2.3.2 IDENTIFICAZIONE I PUNTI DI EMERGENZA



La mappa del degrado nella sesta provincia cresce di giorno in giorno. Qui il territorio rurale è interessato da un generale abbandono negli ultimi 70 anni. La Murgia dunque ha cambiato aspetto: la costruzione incontrollata di villette negli stili e nei materiali più diversificati, muri di cemento armato enormi quanto inutili lungo le strade che non faciliano lo smaltimento delle acque, le strade, gli insediamenti legati alle attività industriali e artigianali sparsi in tutte le direzioni sul territorio e soprattutto l’inquinamento delle falde acquifere, l’occlusione di cavità carsiche usate come reti fognanti o discariche, lo spietramento, l’accumulo di rifiuti tossici, le zone militari per esercitazioni di tiro al bersaglio, il sotterramento di grandi quantità di amianto nelle campagne, la distruzione di muretti a secco, i furti di trulli, poste (anche solo di chianche o di stipiti divelti come oggetti da rivendere per collezionisti) e di ulivi, sfruttamento abusivo di cave o il riutilizzo di queste come discaliche abusive.

 

Solo nel 2001 i NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) ad esempio hanno sottoposto a sequestro preventivo ben 13 cave abusive nel territorio di Ruvo, cave aperte in un territorio sottoposto a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici e in base ad una concessione in contrasto con il piano regolatore comunale.

 

Nel 2002 hanno subito la stessa sorte altre 22 cave nel territorio di Minervino Murge prive delle prescritte autorizzazioni o, in alcuni casi, trasformate in discariche abusive. Altre negli scorsi anni sono state individuate e denunciate sempre nella stessa zona.

Gli squilibri ambientali generati dalle attività estrattive possono invece essere risolti da un’attenta pianificazione e da un puntuale controllo sul territorio, che da un lato tenga in considerazione l’importanza economica ed occupazionale che il settore estrattivo riveste, ma dall’altro si ponga l’obiettivo della massima compatibilità tra attività estrattive stesse e territorio (21).

 

Con il decreto Istitutivo del 05 Marzo 2004 è stato infatti istituito il Parco dell’Alta Murgia che, con il suo ricchissimo patrimonio di storia, di cultura e di natura, rappresenta lo scrigno prezioso, il cuore del territorio pugliese che le nuove generazioni devono imparare a preservare  e difendere, praticando quotidianamente il reciclaggio ed il compostaggio anzichè lasciare al tempo il lavoro, a volte lentissimo e molto inquinante, di assorbire i rifiuti generati dall’uomo.

 

(21) Per gentile concessione della Associazione Altramurgia, del Centro Studi Torre di Nebbia e dell’Associazione Ciclomurgia.