1. LO STATO DI FATTO: L'IDENTITÀ DEL TRATTURO

1.3 IL VUOTO



Al contrario di quello che si potrebbe pensare, i vuoti in questo caso sono la più chiara antitesi del “nulla”. Usando le stesse  parole del poeta tedesco Hoelderlin, questi spazi sono “un segno vuoto di significato, indifferente e lontano da casa”. Il Tratturo oggi è lá dove si trova il suo spirito transumante, lontano dal suo significato attuale, in cui possiamo rivedere la larghezza e immaginare l’entità del flusso di bestiame che lo attraversava. E ‘quindi di vitale importanza tenerne conto in qualsiasi tipo di intervento di paesaggismo o non che si realizzi nel tratturo.

 

Il vuoto all’interno del Tratturo si trova in ciascuna delle aree sopra elencate (urbano, suburbano e agricolo), generando una sequenza di spazi che permettono la leggibilità del tratturo in tutta la sua ampiezza. Ma ancora più significativo è il numero di terreni in cui non sono stati ancora sviluppate delle colture o delle piantumazioni o che non siano costruiti, che rappresentano un totale di circa 170 ettari, vale a dire l’equivalente della somma di tutti gli oliveti e vigne all’interno del rete tratturale della provincia.

 

D’altra parte va fatto notare che i tratturi che sono rimasti più invariati sono il Monte Carafa- Minervino, oltre al Melfi-Castellaneta, in quanto è il Parco dell’Alta Murgia stesso a tutelare le zone di pascolo che si trovano al suo interno.