TERRE DI TRAIANO LUNGO IL TRATTURO DELLA APPIA TRAIANA

Museo della Transumanza e dell'Olio  “Terre di Traiano”

Molto particolare per la sua ottima conservazione, il Museo dell'Olio e Frantoio Storico “Terre di Traiano presenta una collezione unica nel suo genere in puglia.

Il frantoio VERACE FIRENZE del 1936 è costituito da MOLAZZE PRIMA E SECONDA SPREMITURA con visibile il sistema di servitore cinghie e pulegge. Macina più piccola costituita da due ruote di granito rosa d’Egitto di cm 130 di diametro, cm 33 di spessore e del peso di Kg 450 ciascuna.

Ruotano all’interno del trogolo, vasca circolare di granito e dai bordi di ferro, per la frangitura delle olive raccolte. Se ne ricava pasta di olive per la prima spremitura. Macina più grande costituita da due ruote di granito rosa d’Egitto di cm 140 di diametro, cm 40 di spessore e del peso di Kg. 560 ciascuna. Se ne ricava pasta di olive per la seconda spremitura.

Le PRESSE PER CARRELLI A FISCOLI venivano utilizzate per ottenere olio di prima spremitura a bassa acidità; possono raggiungere fino 200 atmosfere di pressione. Il funzionamento avviene mediante carrelli su cui sono impilati i fiscoli che spinti sulle rotaie vengono sistemati sul pistone delle presse. Olio misto ad acque di vegetazione scorre sul fondo del carrello per raccogliersi in una canaletta, rivestita di ceramica bianca, che confluisce nell’apposita vasca di raccolta e decantazione.

Il MOTORE A SCOPPIO è stato acquistato nel porto di Bari negli anni 30, da nave in disarmo, il motore utilizzato per il frantoio è stato costruito dalla ditta MODAAG, a Darmstadt in Germania.

È un monocilindro a testa calda da 32 Hp, con basso numero di giri; accensione per spinta rotativa su volano. Funzionamento a gasolio con raffreddamento ad acqua. Movimento trasmesso da una cinghia lunga 6 metri ad un albero con quattro pulegge di differente diametro che con altre cinghie della stessa lunghezza lo trasmette alle macine alle pompe alle macine, pompe, presse e alla dinamo. Il motore è diventato ausiliario nel 1969 con l’arrivo dell’elettrificazione dell’Enel e di un motore elettrico che agiva direttamente sull’albero, rimosso in fase di restauro.

La POMPA IDRAULICA era collegata con tubi di mandata e ritorno alle presse, superpresse e alla macchina di riempimento gabbie, consente il movimento dei relativi pistoni.

Le SUPERPRESSE PER CARRELLO A GABBIA erano utilizzate per ottenere olio di seconda spremitura detto “verdolino”; possono raggiungere fino 400 atmosfere di pressione. Il funzionamento avviene mediante carrelli a gabbia colmi di pasta di olive rimacinata che spinti sulle rotaie vengono sistemati sul pistone delle presse. Olio misto ad acque di vegetazione scorre sul fondo del carrello per raccogliersi in una canaletta, rivestita di ceramica bianca, che confluisce nell’apposita vasca di raccolta e decantazione. La parte legnosa residua è denominata sansa. Si noti il pistone sul fondo.

Le POSTURE della sala del sono rivestite internamente di mattonelle in verde numero relativo alla postura e capienza massima vetro per consentire una perfetta consentita di ciascuna conservazione dell’olio al buio e senza sbalzi termici. Dopo lo svuotamento possono essere pulite come un qualsiasi recipiente in vetro con soda ed acqua calda. In questa sala si trovano diversi reperti della ns. collezione con oggetti che rimandano alla tradizione contadina.

Gli oggetti sono utensili sono strumenti della cultura contadina, contenitori, manufatti, resti archeologici donati che dimostrano l’intensa relazione tra Grecia, Puglia e il resto del Mediterraneo, dove da millenni ormai esiste la cultura dell’olivo e della transumanza.

Nella foto, un interno del Museo, visitabile su prenotazione.

 Telefono: 3478046809 o per info contatti su: http://www.terreditraiano.it/it/